Liceo Classico Statale \"Cristoforo Colombo\".
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Piano dell'Offerta Formativa

PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

Puoi scaricare qui il Piano dell'Offerta formativa 2011-12

Perché un POF?

Il Piano dell'Offerta Formativa (POF) si legge da almeno due angolazioni diverse.

Per lo studente e per la sua famiglia è l'essenziale strumento di conoscenza del percorso educativo proposto dalla scuola; è la mappa che permette loro di orientarsi nel mondo della scuola superiore, passaggio delicato per lo sviluppo psicologico e culturale dei ragazzi.

Per i docenti e per l'istituzione scolastica in generale è il luogo di confronto e di equilibrio fra le esperienze personali, inevitabilmente e fortunatamente variegate, e il comune progetto che li chiama a collaborare non semplicemente nel medesimo edificio scolastico, ma sotto un unico nome che è al tempo stesso un indirizzo culturale e umano: nel nostro caso, questo nome è "Liceo Classico".

Un POF per il Liceo Classico deve rispondere alle aspettative di studenti e famiglie che chiedono un'educazione adeguata per i nostri tempi e contemporaneamente capace di rispettare i valori consolidati della nostra cultura. Un POF per il Liceo Classico deve consentire al docente di liberare le proprie energie umane e professionali in modo creativo e contemporaneamente di lavorare per la conservazione delle strutture fondamentali della nostra tradizione umanistica.

Nel mirare a questi ambiziosi obiettivi, il POF deve tenersi lontano da due pericoli.

I pericoli da evitare

L'ampliamento indiscriminato dell'offerta - E' certamente dannoso aggiungere discipline, opzioni, ore d'insegnamento, attività svariate, in base al principio che più cose si fanno più si arricchisce il percorso formativo. Di primaria importanza è invece l'organicità del percorso, nel quale si possono operare strada facendo, in base alle risorse disponibili, soprattutto umane, piccoli e grandi aggiustamenti, approfondimenti, aperture, purché sempre coerenti con il disegno generale. L'ampliamento dell'offerta è necessario, quando si considera che tanto tempo è passato dalla creazione del Liceo Classico; ma l'ampliamento non si sostituisce all'impianto, bensì lo completa. Noi crediamo nell'impianto del Liceo Classico e ci crediamo tanto che lo riteniamo appunto suscettibile di ampliamenti e approfondimenti capaci di arricchirlo; ma non intendiamo sostituirlo con una caleidoscopica rassegna di attività.

Il rifiuto sistematico dell'innovazione - Sarebbe delittuoso non dare possibilità di espressione alle specifiche competenze e anche alle intuizioni di docenti che, maturata una buona esperienza dell'impianto tradizionale del Liceo Classico, propongono idee e progetti suscettibili di valorizzare le differenze e suscitare nuovi entusiasmi in un ambiente in cui il rischio della routine è sempre in agguato. Elaborare un POF solo per dare nomi burocraticamente modernizzati alle cose che si fanno da sempre e che si ha intenzione di fare per sempre, più che inutile pare francamente poco serio. Salvaguardare l'identità del Liceo Classico è necessario, ma non deve impedire di innovare solo per proteggere un orario settimanale o una consuetudine di valutazione.

Una volta messi in luce con chiarezza i pericoli del cammino, ci siamo prospettate le strade da seguire per elaborare un'offerta formativa qualitativamente robusta e solidamente agganciata alla tradizione.

Le direzioni di ampliamento

Se abbiamo un impianto che regge, è evidente che non è opportuno operare stravolgimenti, ma aggiustamenti. Tre sono le direzioni essenziali nelle quali ci si può muovere per ampliare l'offerta.

La prima consiste nell'apportare qualcosa di nuovo: s'intende con ciò l'insegnamento di nuove discipline o la creazione di attività totalmente nuove all'interno di discipline già esistenti. Questa è la direzione più radicale ed è perciò quella che, nell'ottica esposta in precedenza, abbiamo praticato e praticheremo meno.

La seconda consiste nel dare più spazio a discipline o attività già facenti parte del piano studi. Questa via è stata intrapresa da anni con la sperimentazione sulla lingua inglese, giunta felicemente a compiere interi cicli quinquennali e che, dato il buon esito degli anni scorsi e la richiesta dei genitori, è stata estesa a tutte le sezioni a partire dall' a. s. 2004/05, e con il potenziamento di Storia dell’Arte, che raddoppia le ore nel triennio mediante l’accorpamento di 2 classi. Queste intuizioni trovano conferma nella riforma dell’indirizzo classico, partita nell’anno scolastico 2010-2011.

La terza e ultima consiste nel riorganizzare, sotto aspetti diversi, le discipline tradizionali del piano studi, creando la possibilità di approfondimenti, opzioni, percorsi alternativi, scambi. Qui le alternative sono moltissime, ma non sono state rigidamente pianificate, bensì inquadrate in un indirizzo di massima la cui attuazione è affidata alle scelte di coordinamento e di collaborazione degli insegnanti, facilitate da una composizione più libera dei Consigli di Classe.

Di anno in anno, le tre direzioni elencate possono alternativamente assumere maggiore importanza. Quale sia il loro peso rispettivo nel POF di quest'anno lo si potrà vedere nelle pagine successive. E' necessario, però, chiarire gli obiettivi cui porta ciascuna di queste strade: solo in base a questo, infatti, si può decidere di cosa abbia maggiormente bisogno l'istituzione in cui operiamo, sia come docenti sia come discenti o, più genericamente, utenti.

Gli obiettivi dell'ampliamento

Apportare qualcosa di nuovo ha lo scopo di aprire possibilità diverse. Significa riconoscere la necessità, per i nostri studenti, di un insegnamento o di un attività che attualmente non svolgono e che preclude loro un'esperienza che potrebbe essere importante per il loro sviluppo culturale (pensiamo ad esempio all’informatica). Non è detto, d'altra parte, che le novità debbano essere considerate imprescindibili per tutti: le abbiamo perciò lasciate per ora con carattere opzionale o orientativo. Si tratta comunque di una scelta importante, perché determina un nuovo equilibrio all'interno del piano studi, a seconda del campo in cui si colloca la nuova disciplina (scientifico, tecnico, umanistico, artistico).

Dare più spazio significa accentuare una direzione già presente nell'impianto della scuola. Anche qui si può pensare a soluzioni opzionali, ma la scelta dipende soprattutto dalle risorse presenti nella scuola. Si tratta comunque di una decisione meno traumatica. In taluni casi, può addirittura imporsi come necessaria, per riequilibrare situazioni di scarso sviluppo di certe discipline, come quelle scientifiche o artistiche, rispetto a quelle letterarie.

Riorganizzare significa dare più libertà ed elasticità al piano consolidato dalla tradizione, consentendo a chi vuole impegnarsi in progetti articolati ed innovativi di farlo, senza privare l’istituzione di applicazioni più consuete dello stesso piano.

La redazione “incrementale” del POF

Come già detto, il POF non viene redatto una volta per tutte né riscritto integralmente ogni anno: esso è per natura un documento a formazione “incrementale”, che, cioè, si arricchisce, crescendo su stesso, o si modifica, anche durante l’anno, con le opportune variazioni suggerite dai risultati dell’anno precedente, dalle richieste dell’utenza, dalla disponibilità finanziaria e di organico (il problema principale e anche quello più difficilmente prevedibile nel momento in cui si redige il POF), dalle energie nuove apportate da chi (studenti, genitori o insegnanti) entra per la prima volta nell’istituto.

Quello che segue è perciò lo schema del POF 2011/2012 completo delle innovazioni che si prevede di poter attuare. Per quanto è umanamente possibile abbiamo cercato di garantirne la realizzabilità, verificabilità, flessibilità e stabilità richieste alla costruzione di un buon POF.

 

Se non ci siamo riusciti, credete, come direbbe Manzoni, “che non si è fatto apposta “.


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